martedì 15 ottobre 2013

La situazione sociale a quell’ora



La situazione sociale a quell’ora

Come in un gomitolo di ubriachi
io guardavo lei
ma non so come essere meglio
ora me ne frega poco dell’alba
e le ceneri della luce
che hai addosso
sembrano riflettere un po’ troppo
sulle circostanze
e si annichiliscono le foglie
si svuotano quegli amori
e non so che farmene
di queste sensazioni
quasi perfette.

Nella stanza
io guardavo lei
credo che si possa continuare
a esistere
è il nostro ruolo

Crimine lei
e diventerà di sicuro malsana
e non so che dire
della luna sottile
della luce arancione
del suono dei synth
che poi  sono l’anima

Cena part-time



Cena part-time
28 09 2013

Ho un uomo nero nel cranio
mi sviluppa male la fantasia
e se la realtà è rappresentazione
diventiamo esuli
nelle lande dei tumori
Cane stupido marionetta elettronica
Esalazioni di stupore
mi viene in mente la fretta di svolgersi
che ci viene addosso



*****


Le vibrazioni della gente
un vento perfetto e caldo
che ci termina
Ora mostrami la via
per il temporale
per la dolce pioggia

L’anima del rivenditore
di whisky che un tempo
aveva un bar
Il mio tuono così
pieno che uccide
la temerarietà
di certi fascini indie
di certe sfilate
di non-crani.
Soffrono tutti prima o poi.

Qualsiasi dose mi basta


*****


Ad ogni schiena
torbida e sensuale
corrispondono
accenni di droga
e di capitalismo
ogni tanto
ballerine oscene
in tutù blu teneri e angelici
si fanno di sesso e di carità

Amo niente
e torpore rosa
e lei è storta ma non può farci poi tanto

Dico niente
il sole si sfonda da solo
nelle contee
e io non so che dire
né dell’immensità né del vuoto

Ghiacci diversi
la metà più grande copre quella più piccola

Ora i prati mi riportano
a questa specie di armonia


*****


Sciacallaggio semplice
e antri di timori e noia
voglio bene a tutti
specialmente a me

Ancora una devastazione
di troppo
o la lontananza
o il non sentire

Nulla se non immagini
La centrifuga del mondo
ha piovuto dopo tanto tempo

Io immerso nei ragni

Colline di sole e
solitudine immensa
e la comunicazione non serve
e continua a piovere dopo tutto

Anime distratte
nel vagare torbido
e meschinità necessarie
alla nostra età


*****


Ho elencato parti di me
i carillon annuiscono
a questa estrema realtà
Oggi è un giorno come un altro
non è un gran giorno come un altro
Io dentro di me
ho così tanti specchi….

Tutto gira in torpori e turbini
miscele di scherzo e vendetta
Oh!Oh!
Lei non la darà a nessuno  forse
neanche a noi.







lunedì 7 ottobre 2013

Meravigliosa.

Meravigliosa.

Alla cenere di ciò
temo mi arrenderò
ma cosi si sta più che bene.
Non interessa a nessuno.
Ma anche nei miei ghiacci
torna qualche volta l’inutile.

Degne di nota le vipere
ci imitano
e ci rosicchiano piano
discorsi eterni sulla mia fame
di altezza,
eyeliner.

Lì era come l’oriente
addosso a noi l’atmosfera
azzurrissima
l’eterno agitarsi
della freschezza
disegno la paura che si ha
della tranquillità,
i brividi alle immagini.

Dormono i contorni
e al freddo
ci si può concedere
per un po’ di velocità
domani magari.
Dietro il desiderio
che hanno di sterminarsi
il torace
dietro l’annullamento
di qualsiasi stupore
andiamo per le cavità dei corpi degli altri
per trovarne il senso.
Cominciavo a sentire
le ossa del cuore
e le cimici dentro la vita,
ricordarsi delle cose
le rende migliori.

Divorerai anche l’ultima,
anche i passati,
il tempo muore più che mai
io temo
e mi basta stritolare le notti
e il loro candore d’alba


venerdì 4 ottobre 2013

Cordyceps



Cordyceps.

Sto capendo poco.
Il miglioramento
non mi soddisferà
io questo già lo so,
si tratta di perdere
il disordine visivo
e la distrazione
e lo stupore
per un adattamento
di momenti.
I centri urbani
rigettavano lava
e continuo
a chiedermi
qualche perché,
di che colore siamo diventati?

Mantide aggressiva
o topi annebbiati,
siamo in una casa
dove il cielo
è una trovata pubblicitaria
ma dici che non devo aver paura
a prenderli in giro,
poi lei mi dava
baci strani indiscriminati
e idioti
sulla parte sinistra indefinita
del volto,
i gesti delle ragazze
sfiorano
viltà
ed esaurimento di viltà.
Contrapposto all’autoannientamento
ho legami con un futuro
di bombe e anarchia frustrata,
non ho un ruolo nemmeno per me,
il  fluido del terremoto
la linfa del malessere
la ninfa troia del benessere

martedì 1 ottobre 2013

Lui viene

Lui viene.

Lui viene e si prende il diritto
di scoparci un po’ prima di rimanere solo nel disgusto.
D’argento erano le linee che poi squartavano
quegli individui.
Male.

Descriviamo ogni giorno
la nostra voglia di non essere brutti
e di non essere abbandonati.
In fondo l’importante è apparire sempre come si è
anche se in realtà dentro
non si è .

Il vetro scioglie.
Il vetro mi scioglie,
capisco che mi lascerò in vita
ma non per noia
non per inerzia.
Sono con me.
È finita l’eterna stagione
della fratellanza a tutti i costi,
è terminato il tempo dei vili
e degli acidi più verdi che mai,
si concludono in fretta i secondi e i minuti
in un’eccitante danza di frenesia volgare
e innamorarsi. ?.

Domani si vedrà
se in effetti la fiducia
nel caos funziona.
Mi mancherebbe.

Altro che te, altro che te,
ti dispiaci per il nulla ma odi
e sei così tanta polvere ammucchiata
che non si capisce dove inizi e dove finisci.
La vendetta acida, i boschi,
le furie, le furie.
I nostri sentimenti si scontrano nel film dell’esistenza,
ma non ci amiamo mai, quindi che senso ha?