lunedì 17 ottobre 2016

Promontorio

Promontorio, ho voglia di te che sei viva e vegetale
perchè dalla testa non sai più uscire.
Che tomba cerchi
se ci navighi già dentro
ed è nera pesta?

Blu e viola e verde
perchè acquatica forza della natura
nel profondo stai.
Hai due braccia, sì, ma tanti tentacoli.

Dove ho messo quei me stessi
tutti fatati
con tuniche bellissime
e capelli più lunghi dei versi d’un poema?
Quei me stessi che come gladiatori feriti
o attori shakespeariani
hanno preso rifugio in una sconosciuta foresta?

Mi camminano tra pensieri e tendini,
tra voce e pelle,
ridendo in simbiosi
come famiglie di freaks in un circo

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Lotus (pietra pietra pietra)

Pietra pietra pietra pietra pietra.
Rocce.

Ho poi pianto seduto su quel piccolo muretto,
dietro la palma
che è la mia piante preferita del giardino.
Perché? Perché t’ho conosciuto in un’altra vita?
Perché porsi il problema?
Nuotare con la spada, come se il taglio
fosse comparabile alla totale immersione;
Superare un pianoforte, due pianoforti,
inerpicandosi dentro di loro per via del filo spinato
perché dietro la musica
v’è quella eterna fiducia nel ribollire
nel manifestarci a noi stessi a guisa di spettri.

Entusiasmo. Sessualità. La coda del ventre.
Sembravi un tappeto arabo
o una greca maiolica,
sembravi il dolce dito di Murasaki no Shikibu.
In te due paludi, una dolce e benevola
l’altra meno dolce e benevola
ma ti amo, con i capelli lunghi o corti
e la barba o senza
e tutto il resto
e ti sto accanto vigile e affogando,
che non ti meriti
questo fainomai
non ti meriti questo fainomai
ed infatti non sei il mago
i tuoi 3 dadi insieme
hanno fatto 21 solo per un colpo di fortuna
e perché hai addosso
il giusto tatuaggio blu sulla gola
il giusto tatuaggio rosso tra le gambe
il giusto tatuaggio viola nella testa.

Lotus (camminate cavalieri)

Ed io temevo che a lungo andare non avrei più retto,
mi sarei disgregato come carta in una bacinella.
Dove sei? In te, negli altri, in entrambi?
E gli uomini poi pensano di aver bisogno di un sacco di cose….
ed anche il più apparentemente malvagio
è solo un angelo della morte
con tanta strada davanti,
angelo di morte e trasformazione.

A tratti hai poi smesso di ricordare il mistero,
quella tunica avana che vestivano tutti
senza saperlo.
Hai poi smesso di ricordare il “Qui e Ora”.
Sospeso sospeso sospeso

Su una nuvola però ricorderai
e avrai anche tanta voglia di farlo.

È che volevo pentirmi e rasserenarmi,
non avere questo cobra legato alla schiena.
Eppure mi vien suggerito “guerra”
da un libro di persie insabbiate,
perché abituato alla guerra stai
come del muschio.
Tuttavia ho un sapore più dolce,
e camminate cavalieri
e camminate,
e camminate e camminate
fino a che le gambe reggono.


Il mago: primo incanto

Della morte che hai dentro, invece, sii pago.
Soffrire  è come amore d’un colore violaceo e lilla.
Soffrire è come volare, come aver volato.

Ed eri di nuovo tutta azzurra
-la monocromia è un pegno di sincerità-
circondata da astri immensi o da simboli
li guardavi da un rosso deserto
e piangevi ed urlavi ed eri però felice.

Invece tu con la bacchetta in mano
davanti allo specchio
aspetti che qualcosa si realizzi,
o sacro speziale, mago, arcimago.

Piccola Alice

Piccola Alice che sei già una mamma
per tutti quelli che ne hanno bisogno,
che ridi tra i tuoi fratelli
e sei forte sei tanto forte,
mi fai piangere di commozione
e ricordo.

Huysmans, parte dieci

Outro, dove i personaggi: Huysmans primo negromante, La Morte, La Principessa brasiliana, Io e I Ragazzi
si siedono ancora insieme a pensare.

Tu oscuro pregiato caprino mostro
tu dama di Versailles
e tu paladino che cammini in mezzo a loro
Altrove altrove
e pace d’un gigante
che dalle nuvole la realtà scruta.
Cerca la felicità
ma cosciente,
cosciente sarà difficile.
E ossa a boccoli,
sono secco.
Ad un tavolo rimugini su un calderone
d’emozioni impossibili
a volte inaccettabili
con la coda il pungiglione e tutto,
e ad allora scheggiarsi è fare la cosa giusta,
ne uscirai bene.

E araldo di un significato che esplode
e negromante
e imperturbabile
inarrestabile,
hai una terribile paura
che la forma
diventi non più capace
di continuare il pensiero magico
e l’immaginazione
e il sogno,
e che dunque si trasformi,
s’evolva.

雨に濡らされた歌

Poi hai messo a muro il mio concetto di amore mentale,
non ti conosco o donna mia castana e lussuria.
Fai come se la mente non esistesse
a meno di non considerarla parte del corpo,
e tanto sesso facciamo.

Pietrate e pietrate.

Edipo, dunque re.

Ho preso a considerare l’idea
di non seguirti più ciecamente,
o verità mia o verità bellissima.
Sennò ti perderei in pietrificazione,
e tu non potresti più partecipare
all’eterna danza
che ti ha da sempre.
Ho preso tanto a considerare l’idea
di giostrarmi di più tra i rami
del magico bosco
e di tenere questa corteccia mia
dipinta della resina delle altre.

Da giovani le cose
le annusavamo e leccavamo
prima di provare a comprenderle.

Passi lenti di cotone,
hai anche una donna dentro
e non la negherai al mondo.
Vuole solo viaggiare, e sognare,
e continuare a sorridere, sempre.

Coda:
Poi rifletti su un tavolo ,
centro, centro, centro.
Avendo assaporato
la fede, viola, nell’irragione,

Terzo dialogo, urlato da un uomo piccolo a una volpe

Poi un uomo molto piccolo e saggio
ma non abbastanza
era giunto ad un primo riflesso sbiadito
del nirvana.
E come osò urlargli contro,
piangendo con la pelle tutta da brividi d’emozione
attraversata
“come può la mia consapevolezza ed identità
crollare nel nulla?
Come può l’universo
essere incosciente, di solo intuito
e senza un’identità?
Ne ho PAURA!
NON POTETE LEVARMI ME!
ALLARGATELO, ESTENDETELO ALL’INFINITO,
MA NON SPEGNETELO MAI”
L’universo deve essere pensante
ed immaginante, anche se ha generato se stesso
in ognuno di noi”

“Non aver paura di trasformarti,
neanche se è qualcosa che ancora
non puoi immaginare”
rispose la volpe, pacata.

la forma n.5

Parola. Parola. E accostumando il viso
e il cervello all’onda del suono.
Parola. M’innamorasti.
Oggi i sensi mi dicono che è una giornata importante.
Dalla notte che si è confusa
le stelle si son gonfiate
come banchi di pesci,
la ragazza chiese al vecchio “come stai?”
e lui rispose “oggi ha fatto un gran brutto tempo,
se n’è venuta giù tanta acqua”,
di terra sporco argentato e umile

è nella superiorità che all’ego concediamo
il tremendo fraintendimento,
se continuerà a farsi chiamare “ io “
dagli altri
è perché ancora tremendamente
annaspa, fugge.
Non te ne fai niente, poi, di una prova,
di due prove
se dubiti che il gioco possa essere
infondo un gioco da ragazzi (capire la realtà)

Paura d’ogni forma eppure hai una forma.
Certo, magari è impressionista
(perché ha la sembianza delle cose in movimento
nello spazio e nel tempo );
magari è simbolista
(nella maniera in cui esprime un’evoluzione
di miti e leggende innati nella propria
vita interiore);
magari è espressionista
(nel presupposto d’essere deformata
da ciò che vediamo e sentiamo
a guisa della nostra scelleratezza
e del nostro passato);
ma non rinunciarvi.
Ti aiuterà a volare, ti servirà per volare.

Lucy la volpe

In questo lasso di tempo e di spazio
dipingiamo adesso
un equinozio e un solstizio,
l’anima parla ed è brillante accecante
e sempre sincera.

Tutto soddisfatto
stella era anche un cosmo
anche le foglie
troppa è la strada da fare
ma è la felicità stessa.

Lucy cara volpe
sei e sei e sei al tuo posto,
arrampicata sulla coscienza
arrivasti da dietro
ci chiedevamo quale messaggio
eri venuta a consegnare