Hai visto, hai visto
fuor di metafora
che a un certo punto
il deserto
è diventato mare.
Cane di alba,
airone d’ombra,
ennesima gabbianella
nel vento.
Nella forma della sabbia
nel giglio sparuto
trova il tuo richiamo
sconvolto, vulnerabile, assiso.
Lì vorrai eroderti,
sotto ogni acqua
vorrai dormire,
laggiù vorrai amare
e da quell’altra parte
accettare il vuoto.
Ciò che non ha causa
e non è mediabile
dal alcuna sensazione
ma ne è il resto,
il rimasuglio non filtrato, baluginio impensabile
che né a noi né al sole stesso
è chiaro.
Sbriciolarsi, allora, partire,
vivere per l’altro,
addomesticarsi alla libertà,
ripartire.
E mai, se ci riesci, mettere in dubbio,
mai tradire
la macchina fantasma del corpo,
le biglie forsennate che la muovono.
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