o anche “Il flipper”
Lo schieramento degli ostacoli
nel flipper, e noi sfere metalliche
rimbalziamo sugli oggetti schierati,
perdiamo migliaia di euro in caparre versate
per case che poi non compriamo,
cambiamo città, rompiamo amori,
torniamo a vivere con nostro fratello
e ascoltiamo compulsivamente
varie canzoni
tra cui “Luna” degli Smashing Pumpkins
per darci un attimo di stasi.
Ma solo un attimo: tutto si sbriga a succedere
e a incalzare.
Un attimo di stasi, sì, che può durare
anche settimane, anche un anno,
quasi fosse terminato il rimbalzo,
l’urto cessato.
E invece è accelerazione pura,
ma vissuta accanto a stralci
di tempo-spazio che corrono
alla stessa velocità.
Non dirci, non dirci mai
il perché dello schieramento,
mai svelaci come funziona
il flipper, ma solo,
continua a informarci di notizie a pezzi,
facci sentire l’odore di fiori nei suoi pantaloni,
sognare gli amici se hanno bisogno
e sempre, sempre
sincronizzaci – non dico preparaci –
al tempo delle corrispondenze.