sabato 28 febbraio 2026

Morto sgozzato il piccolino 2

 

 

…. morto, anche stamattina,

sgozzato, il piccolino,

esanimi, magenta le gambe.

 

E il bello è che è morto

in un imprecisato

angolo del dasein

che era forse

un ossicino del polso,

o in un’altra sezione

del corpo-parola.

Albergo di specchi

che riflettono

i bagliori iracondi

del sempre dolore,

così ben spalmato

da sembrare pelle,

normale, serena.

 

Voleva, quell’essere minuscolo,

parlare ancora una volta del sole,

delle possibilità,

del fatto che la morte è un pensiero utile,

forse l’unico.

Luna taurina e piena

 

Luna taurina e piena

o via Ronzini pt.3

 

Luna taurina, e piena, sorta

in un novembre di male lingue,

artigliata da rami in cui si incastra. Illumina, avanti.

La tua luce è soave, cremosa di chi

ha rinunciato ad ardere

per ardere del sole

e animare i mari.

 

E infatti ti scotenna

in coperte di luce rossa

un falò di entropia

di legna che brucia.

Che cosa esigi,

o punto tremendamente bianco

in cielo blu?

Le paure profonde, le simbiosi

dei mari che contengo,

il pensiero di lei da sola

nella sua stanza di gatti, di scaccia sogni

e locandine.

 

Forse sì.

 

Ma ci hai spinto a fare

il nostro lavoro:

squadernare.

Mars

 


 

Se ne sono andati tutti. Morto sgozzato,

il piccolino,

esanimi magenta le gambe:

volevo così ritornare

a un ricordo-non ricordo,

un’impressione

che continua

con le sue sciabolate

a richiedere attenzione.

 

Ti ho visto mostruoso di rabbia

distruggermi il tavolino,

ma ho provato pietà e ti ho giustificato

quasi subito,

e ho temuto che ti scoppiasse il cuore.

Poi ho visto finalmente

le fondamenta violente

della mia posizione dimessa,

estranea.

 

Quale ruolo ha l’argine nei confronti del fiume,

quale il sacco da box nei confronti dei guantoni,

quale ciò che è colpito da ciò che colpisce?

 

Nessuno, e si resta entrambi

deformati dall’urto.