lunedì 18 maggio 2026

Compleanno severo


Volge al termine il mio giorno.

 

Socchiudo.

E il mare e uno scoglio-isola

bianco di risacca.

 

Avalokiteśvara: vorrei il potere

di svuotarmi

e stare con gli altri,

la forza di soffrire insieme a tutti.

 

Infatti, socchiudo.

 

E rifluire, rifluire alga

tra le onde.

 

La verità però è che quello scoglio

lo illuminavano di giallo

i lampioni, lo circondava la schiuma

e dietro… c’era proprio il nulla. Tremendo buio,

niente, santo niente privo di luce.

 

Chiede ringhiando di esistere senza linguaggio,

di guardare e non sapere cosa dire,

non sapere più dire e distinguere.

 

Questo, il terrore: di disancorarsi,

di finalmente precipitare

a capofitto

in quell’oltre

di marenulla

e stelle.

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