lunedì 18 maggio 2026

Esercizio spirituale con fiamme

 Seduto dentro al cuore

nella bella luce grigia

della cantoria.

 

Solo quand’è cieco uno sa:  

 

a te che ti ha indurito

un brutto amore

ma resti un uomo dolce

e sai commuoverti ancora

con i vecchi cartoni animati,

fiamme negli occhi;

 

a te che ci hai subito quando eravamo piccoli, 

che vivi fuori da molti anni 

e hai sempre un’allegria in tasca,

fiamme nei polsi;

 

a te che ti sei rintanata

nella candeggina

ma non vedi l’ora ancora

di parlare e di scambiare

mente – a te che mi hai partorito –

una fiamma che spacchi la pietra

che hai sul ventre;

 

a te, che vai ingobbendoti

ti ostini a farti la barba

interrompi di continuo

e sai sembrare ancora

fiducioso di te stesso,

una fiamma che allenti

nelle spalle la tensione.

 

A voi due, invece, questo:

a te che mi sei stata così tanto

accanto nel letto,

una fiamma dentro,

sul tuo organo di fuoco depresso:

che ti possa ancora accendere l’amore

e che tu possa restare in molti angoli di me.

 

E a te, che vacilli e danzi vicina e lontana

e non hai capito il coraggio,

una fiamma che sciolga la perla gelida

che conduce al seno che hai

e allo sterno. Perché solo l’aurea

hai fredda: dentro c’è vita e calore.

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