domenica 10 maggio 2026

Brutto periodo III

 Difendersi ed adattarsi,

spaesarsi e dunque dar fiato 

alla gola. 

 

Non ci si può ben tagliare

i capelli da soli,

spremersi i brufoli sulla schiena,

guardare non ci si può senza specchio.

 

Quindi, dai, non torturare

il bisogno che hai

di avere e di essere avuto,

oggi così aspro.

Se solo non ci fossero

acido nel cardias

odio tra le guance

e tachicardia…

 

Non so se il futuro

è il punto giusto

da cui guardarti,

o tu che ti affili le dita.

 

Di certo aiuta i poveri

a organizzare

l’unico capitale

dei propri sforzi

verso altra vita aguzza.

 

Avrei volentieri ereditato

la predisposizione

a perdermi nel presente

a non difendere mai

alcun futuro.

 

Ma la verità è che c’è un mondo perso:

non è perso di per sé,

e di per sé non è neanche

in caduta libera:

è perso in quel corpo

che si è perso,

che ha smarrito

l’unico centro

l’unico comandamento del suo Io.

 

Il sacerdozio mi impone di inseguirti gli occhi. E sotto il grande

desiderio, hai ragione, non ci sei solo tu, e ti è accanto la paura

di scomparire, se non di essere scomparso già.

Così tra poco, quando fumeremo ancora,

saprò soltanto esserti preda.

 

Cosa vorrei:

ascoltare Sad-eyed Lady of the Lowlands

di Dylan all’infinito, in uno spazio

completamente bianco e vuoto,

e che fosse solo questa

la mia vita.

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