Difendersi ed adattarsi,
spaesarsi e dunque dar fiato
alla gola.
Non ci si può ben tagliare
i capelli da soli,
spremersi i brufoli sulla schiena,
guardare non ci si può senza specchio.
Quindi, dai, non torturare
il bisogno che hai
di avere e di essere avuto,
oggi così aspro.
Se solo non ci fossero
acido nel cardias
odio tra le guance
e tachicardia…
Non so se il futuro
è il punto giusto
da cui guardarti,
o tu che ti affili le dita.
Di certo aiuta i poveri
a organizzare
l’unico capitale
dei propri sforzi
verso altra vita aguzza.
Avrei volentieri ereditato
la predisposizione
a perdermi nel presente
a non difendere mai
alcun futuro.
Ma la verità è che c’è un mondo perso:
non è perso di per sé,
e di per sé non è neanche
in caduta libera:
è perso in quel corpo
che si è perso,
che ha smarrito
l’unico centro
l’unico comandamento del suo Io.
Il sacerdozio mi impone di inseguirti gli occhi. E sotto il grande
desiderio, hai ragione, non ci sei solo tu, e ti è accanto la paura
di scomparire, se non di essere scomparso già.
Così tra poco, quando fumeremo ancora,
saprò soltanto esserti preda.
Cosa vorrei:
ascoltare Sad-eyed Lady of the Lowlands
di Dylan all’infinito, in uno spazio
completamente bianco e vuoto,
e che fosse solo questa
la mia vita.
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