domenica 3 novembre 2013

Conversando con te regina viola



Conversando con te regina viola

Eccomi che non sono assoluto
e il contatto si infracidisce
e sei sei sei malata e pura
ci crollerai addosso
e non saremo davvero più
Conversando con te regina viola
eri nel treno che portava lentamente dentro l’oscurità
poco discreta,
l’anima ispira troppo sesso di per sé
e così anche le anime che non mi appartengono
Ceduti dal vuoto allo sclero
mossa mal vestita da follia
e le foglie non sanno fare altro che ricrescere
sempre più livide e ferme.

sabato 2 novembre 2013

Poesia della notte


Poesia della notte

Prima dell’ultima volta
mi ricordavo il sempre
non avevo idea del mai
si cresce in eterno morire
e rinascere con minore intensità.

Ma tu eri così bella lo stesso
così viola chiaro come i gelsomini immaginati
e la scomodità delle scale
valeva la pena avercela addosso
pur di raccogliere fiori e energia

Noi partecipavamo contenti
alla colazione psichedelica di Alan
e mi sento così strano e così inutile da non avere proprio più un cazzo da dire
per ora
Io mi ritrovo nei rovi e nei templi di rovi
a colorarmi
Se mi alzo in piedi mi rendo conto
che è chiaro che non esistete.
Eh eh ma voi inutilità care e molli
di morbide e poco vellutate circostanze
in cui mi ricordo scompariva
la gravità ma non si galleggiava veramente.

Al sole sto a guardare
le foglie così vive 
e non serve pensare poi tanto
non serve pensare affatto
non c’è utilità davvero
nella nostra presenza o nella nostra assenza

Senza che poi io mi sia voluto confessare con te
ti amo perché posso immaginarti
quando voglio come voglio
nella nudità perfetta infuocata
che non ti vuoi ritrovare
Poco dopo di te ci sarà il niente immenso
poco dopo di te non c’è più meraviglia
e quindi si compie il processo tanto desiderato
dai 12 anni.
Ma infatti ho sorriso!
Le fiat panda sanno ospitare sesso orale
e per me non c’è più il senso.

Vetrate e vetrate mi ricordo ci separavano
e sei limpida e squallida
non mi congederei mai dalle conseguenze
di questo mare di buio
in cui densi come lacrime di mostri
non sappiamo trovarci mai e poi mai.
La lava di germi ci cola addosso
prima della pace che aspettiamo da tempo
e sorrideremo sempre di meno
fino a farci scomparire le labbra.
Morti come dei o ideali
ci rendiamo teatri di squallore poco costoso
e scenari di mille apocalissi al minuto
così spaventati dalla sera e dalla dolcezza viola che si porta dietro
E le droghe accompagnano
il mare che siamo
così i tentacoli escono da stomaci usati male
e da cuori criminali
e coltivo volentieri afidi dentro
le caverne che sembro essere.
Sai era triste il presente e triste percepirlo,
la luce arancione di spazzature di spirito
illumina a stento
questo rancido ritorno al nero.

giovedì 31 ottobre 2013

Gli uomini d'affari hanno bevuto il mio sangue

Oggi il rosso è rosso
e il blu pure
ma siamo così scheletri da farci pena

E poi dalla colonna si svestiva una donna
preraffaellita mai nessuno l’accettava al riformatorio.
Si si si era la porta giusta per la via della carne
per la via della carne e del disgusto facile.
Come carezze drogate si sta si sta non si sta
e quello sì che è un disadattato!

Fra cinque anni assomiglierò al cielo
e al cimitero sotto quindi sarò migliore o peggiore.
Ti tenevi da sola, in fondo!

Meglio che le mani le nascondiamo nell’alluminio di questi cuori
che sembrano vermi romantici.
Dalla finestra ballano in tranquillità
schifezze ed elettronica forte e cerebrale
Essere è tempo

A lei mi sembra di dovere un po’ più di rappresaglia sentimentale
A lei credo darò i frutti della rivoluzione ma non dell’amore
che poi si dà tempo al tempo e le ossa le sento crollare tutte d’un colpo
o per lo meno immagino sia così.
Come un angelo suicida
ci si bagna per lo più di sangue
e non vedo altro
che feccia radioattiva
e disagio esteriore
e nevrosi più che meccanica
e psicologie da far paura.




Euforia #14



Euforia #14

Ti tieni stretta
all’eroina che sei
e sai di certe mattine fresche
che neanche…..

Loro sono cresciuti
con me, e stiamo di fretta
ogni volta
Non c’è mai pace
è sempre però la stessa
pesantezza dell’aria
e dei braccialetti
e dei volti

Ora puoi.
Non credo che le nuvole o il marmo
si spegneranno
e la tua notte è il demone migliore da sempre

martedì 29 ottobre 2013

Sussurri incantate lune.



Sussurri incantate lune.
no no no non è per nessuno in particolare ehehehehehehe

Correvi lontana come la tua gabbia bellissima
sei sei sei la carne maledetta da macellare
e ti schianti e ti schianti per sempre.
Così cambia la stagione
e ogni momento è una vita in fondo
è che sei talmente stupida…….

Oltre il mare di noi
oltre il fuoco addosso
non ci preserviamo mai non ci preserveremo mai più
dsitruggimi ci dicevamo in coro
e non serve sentire cose che non si sentono.
Non sembravo mai ciò che mi sembravo e così voi e così voi cazzo.

Altalenante nella neve tagliente
nelle gambe amiche di rasoi inflessibili
nell’inarcatura delle schiene nude
energia elettrica più di un tuono
più dolce di una vittima
miseria veloce
e presto ci sveglieremo dalle cose
e presto ci abbandoneremo al verde chiaro
e non sai non sai non sai proprio nulla
né di me né di te né di me.

Viaggi verso l’estasi incorporea
e non-amore è amare
questo è quasi sicuro per ora.
Ricordo un tempo il tramonto rosso
immagina cosa ci ritroveremo!
La vita la si riempie di follie e antitempo
no no in realtà si cerca sempre la stessa cosa.
Le vene cadono dal cielo
e così tutto è davvero rosso come è logico che sia
rimangono pochi crani di uomini a ricordarsi
un passato che forse è finzione
che in parte è finzione
e gli orologi animali forse la nostra vita
si disgenera in fiumi di pochi colori

No no no non c’eri più ad un certo punto
e così il tuo nero che è poi il mio credo
ma si può sperare che il cielo crolli

Lei
Carne
Da macellare
O da scopare.

Il mondo si schianta contro le menti
si deve prendere l’attimo
ma prima si deve prendere l’anima.
Così da te a me dal male al male
si cammina in antri di notte e coma e ancora coma
caro viola caro il mio demone carissima la fede in più niente
E lei si vergogni di averci dato si vergogni di aver dato
si vendica la luce e non ci acceca più come un tempo
Temerà lei temerà lei la viltà delle cose
e la meravigliosa mantide dell’esistere a tratti.

Oh Oh
Io cervicale dei cuori
Emicrania bianca come dea
Anti-eroina guerre guerre mancanza di azzurro.