martedì 25 ottobre 2016

Nanda sorewa??!!

Nanda sorewa??!!

Ubriaco, fatto, sfatto, verde.
Sono le 16:00 del pomeriggio
e già beviamo,
non ha mai fatto così freddo, mamma.

E poi i nati verso Novembre,
scambiano la noia per ira da sfogare
troppo spesso
e meno ti farai pungere
più ti saranno amici.
“Devi restare! Devi restare!
Anche se il mio istinto principale
è il pugnale, l’unghia.
Così amo.”
Lontano, sul nono pianeta, arde di insetti
e dei saggissimi e sporchi,
e ampolle piene d’artemisia,
e l’albero del Ballantine,
e mani ingiallite, gialle,
tutto è chiaro, tutto è ora.

Allen è morto circondato dai suoi hare krishna,
Burroughs sparò alla sua ragazza
uccidendola.
E ippopotami fritti,
lesbiche con uno strapon,
cavalcatori di clitoridee novelle
alla base delle quali ci sta
l’enneagramma ed un sufi danzante.
E poi Jodorowski, e poi ancora
l’assalto d’anima in anima,
la guerra civile spagnola,
i black merda.
Una mitragliatrice
davanti alla porta
il capitano Jhonson
che ti rimprovera con un sigaro in bocca
prima di morire.


mercoledì 19 ottobre 2016

Liberismo

Spaventali spaventali
in ogni modo convincili
di dover lavorare,
di doversi rassegnare all’inutilità del soldo,
o stato.
E con la pubblicità
poni le tue dita acide,
velenose, nella loro testa
ed il 40% di imposta
nella tua sacchetta.

Liberismo sei finto
un tacco sporco di merda
piantato nella faccia di Adam Smith
perché così facendo
nessuno è libero
nessuno –meglio- si accorge d’esser libero.
E navighiamo come mantelli
invidiosi d’una casa, d’un reddito,
d’una coccarda violenta
di fatica perenne e rognosa pensione.

Storie dal mondo bianco

Plotoni alle porte, e le sfondano.
Pioggia deludi ancora e risvegli.
Attimo dopo attimo levi le schegge
di municipio dalla testa e dalla schiena.
Tutta la vita è tutta la vita
che pensi in grande
che ti ricordi cose che non hai visto,

e i pescatori intorno al loro Re,
che, selvaggio e imbrunito,
rema lentamente
a volte in cerchio
a volte a spirale.
La corona storta sulla testa
e un sorriso vago, amico.
Chi pescherai sta volta?
Chi o cosa pescherai
per renderlo attore di se stesso,
tutti navigando in un grande dramma da sette atti?

Un altro burrone e ci sono caduto
perché ho il grande presentimento
che la via interiore
possa scendere giù giù giù
fino al confine infinito
col mondo bianco.

Prometeo, o il seme del fuoco

Condensano, alcuni,
un’emozione, una frase, una parola,
dopo averla tenuta in grembo
per troppo tempo.

Incontrollati testimoni gli esseri umani,
come voci riprodotte al contrario.
Ma quando si sdraiano tra le braccia
della donna accanto a loro
tutti vorrebbero solo ridere e piangere
stare buoni o urlare
come se la ferita si fosse di colpo riaperta.

Ho annuito, ho pensato a questo
templio di nostalgia
e ricordi lontanissimi
e paura della morte.
Dobbiamo tenerlo a mente, sì,
ma solo per un po’.
Accorto il mulo scacciava via
delle mosche con la coda,
tutto il giorno. L’hanno trovato morto
nella Chiana, tutto segato dalla pietra lavica.
Ha in bocca un simbolo,
sa di dita fresche
e di fragole di bosco.

Esci dalle nuvole e un grande
grandissimo sole vedi.
Puoi rinascere e allo stesso tempo
creare bellezza, morirla da te,
se è da tanto tempo che fa il mestiere (del creatore)
Puoi conservarti, maturare o marcire,
e poi darti per rinascere ancora.

OTO.
おと
OTO.

lentamente hai ripreso colore,
la tua età è un numero immenso
e sussurri e basta.
D’un incredibile calma, e silenzio
pigiato contro orecchio e vertebre.
Malevole benevolo io creatore
mi hai immerso tutto nello Stige
neanche il tallone hai lasciato fuori.

E così il resto del clan,
anche quello esteriore, effettuale,
una rimpatriata con cinquecento parti di te
dal futuro dal passato e dal presente
tutte vestite diversamente.

Crasi o non crasi?
Il mondo è o non è vostro?
Siete voi il fulmine
dov’è più accecante?

Ripensando a Prometeo, dunque,
che osò rubare il primo fuoco agli dei,
puoi facilmente inquadrare tutto il mito
nella parte dell’uomo
chiamata intuizione.

lunedì 17 ottobre 2016

自分の 答えか、皆の 答えだ 
かどうか が 分かりません。

君は 白いかたち でしたが
これに対して、僕が、
研がれた石のみたい

Il mago (v)

Preso coscienza delle nuvole,
del non calcare troppo la penna sul foglio.

Non sono ancora sicuro che la via
sia così collettiva, condivisa.
Che forse dunque ingoieremo
tramonto su tramonto
il caso, l’universo,
ma non una folla di gente!
È diventato simpatetico il linguaggio
simbiotica la mano
ed eremita lo studente.

Preso coscienza della veglia,
della mattutina guancia rigata.
Buio eri dimensione
e tessuto d’ala teso teso
che nel corpo ha il suo monumento
che è morfeo.

A cantare coi poeti ti sentirai solo
e penserai “che egoisti!”
A cantare coi poeti
non riconoscerai il falso dal vero
e urleranno, mangeranno con le mani,
avranno moleste abitudini sessuali e relazionali
e tra le righe della loro apparente aristocrazia
leggerai un caleidos, un sutra,
dietro le loro fantasie
un’immensa qualità d’immergersi
nell’eidos eterna,
dietro i suoni antichi
o la sputazza
un lago bianco ricordo di prima d’esser nato
di prima d’esser concepito.

Chi si rese creatore?
Spesso gli esseri umani hanno sviluppato
un gemello siamese
all’interno di corpo
e mente
grazie ai gesti dei genitori.

La casa spezzata a metà,
il senso di loro, debole e unificato
e più sarà spezzato più sarà forte,
nella bandiera il loto cangiante
del flusso, del fiume.

Senza avere paura
ogni mattina
d’ascoltare Meddle per intero

Buio #5

Credo che al buio però
le cose assumano una vibrazione
e dunque una valenza emotiva diversa,
più misteriosa e infinita.
Vorrei però che l’estate mai finisse,
un eterno Giugno, o Luglio.
Tuttavia
la notte
si apre la possibilità fisica
di non esser più solamente
l’unica variazione della luce
che il nostro corpo riflette,
respinge.

Una poesia punk, invece.

E vieni qua, tu porco cittadino, tu guardia,
e perquisisci anche il più debole dei tuoi fratelli
e spaccagli una costola a manganellate

Vieni qua e insulta e abusa d’un potere
che è già un abuso
che ti è stato concesso.
E vestiti in modo ridicolo,
come un pagliaccio.

E vieni qua anche tu, drogato di merda
che sfiletteresti tua zia con un amo da pesca
pur di comprarti il crack
perché hai completamente perso il senno
sei stato acquistato alla nascita
e reso consumatore
e in cambio hanno voluto tutto di te.

Poveri i saggi magistrati
che sono morti filosofi
e frustrati
nel tentativo
liviano
di cambiare lo stato, la nazione dall’interno.
Morti e sepolti uccisi da una giustizia
che è una setta di maniaci beccuti.

Venite qua dunque, violenti bendati
non siete nobili distruttori
o nobili suicidi,
non vi state autodistruggendo
per raggiungere il fiume dell’anima!
Non siete ribelli! Non siete anarchici!
Non siete fascisti! Non siete social-democratici!
Siete un altro punto di sutura
per non far vedere una ferita
la cui crosta è infetta,
usati, come assorbenti,
e gettati via consunti nelle ossa.

Idillio

Ed il bambino col camice
ingoiava dall’orecchio
un’essenza liquida del colore blu.
Poi è uscito, è andato in un prato penso,
e s’è messo a dipingere
una vela bianca,
circondato da ragazzi per lo più
tossicodipendenti,
e a tutti i costi voleva la loro attenzione.
“guardatemi, guardatemi!”.
Pensò che con quel quadro
Avrebbe potuto dimenticare questo bisogno,
perché non solo dipingere
lo distraeva in maniera fenomenale
dal contesto del qui e ora,
ma lo proiettava in un mondo ed in un se stesso
migliore, di luce, continuamente
in ebollizione e auto-emanazione.
“Guardatemi, perché
non sono sicuro di essere reale;
Amatemi, sono sicuro di contenere
un pezzo di pietra che è dio”

e ringraziò poi una donna di trent’anni, con i capelli
arancioni e il vestito rosso,
probabilmente del segno dei pesci,
per non essersi astenuta
dal fargli notare questo difetto
-s’erano conosciuti in sogno. 

Il mago (iv)

Potevi essere maledetto
e così hai scelto.
Potevi alla rincorsa continua d’un salto
dall’infuori di te a dentro te
e così hai scelto.
Potevi essere poeta e così hai scelto.
Solipsista come una nocciola sotto variopinte foglie,
egotista,
mago.

Altre volte tutto il suo sistema metempsicotico
crolla
come un castello di carte ,
tuttavia ci vuole poco tempo per ricomporlo.

Ho perso la retta via?
Ho trovato la retta via?
Sono io la retta via?

È che saresti dovuto nascere in un libro,
in un fumetto in bianco e nero al più.

È possibile però
che stiamo continuamente
nascendo e morendo
nella testa di dio padre eterno
e dunque trova un modo per uscire fuori di lì
e sacrificarlo a te con un abbraccio e con un coltello,
a te che sei lui.
È anche possibile che dentro dio padre eterno
ci sia uomo figlio eterno
e l’uno non esisterebbero senza l’altro,
come la ruota di Yin e Yang.
Ancora, Dio potresti essere tu stesso
che immagina ogni cosa
e da ogni cosa intorno è immaginato,
e che la somma complessiva delle anime
di ogni singolo semos (in greco) di vita nell’universo
sia dio.