martedì 24 settembre 2013

Notte viola al riparo dalla furia






Notte viola al riparo dalla furia.

Parte uno: Le cupole viola e gli scheletri.

Cambi di tempo
a tratti centauri
e cani sbagliati

Un armadio scheletrico
e divento il suono
ma addirittura
i fulmini celesti
le meraviglie dello squallore
delle strade
e a volte dei miei vicoli interni

Maneggia con cura
la mia esistenza
e la mia anima
tu ti svesti e sembri
il cielo
e sembri
il tumore che conservo.


Parte due: Meccanicamente.

Tenaci diversità
le corna della sfiducia
il pianoforte nero
dell’esistenza.
Anni di paralisi convulsa
e ciliegi in fiore,
la tortura sorda
del sentirci a vicenda
Solo come cene squallide
mi ritrovo  in miserie al calduccio
ed entro nel congegno
ora ci si muove
a scatti e disagio
nel ventre di ferro
che ho io che abbiamo tutti
annaspa nel vago
umore che da qui intorno
ci spegne
e la stanza è troppo silenziosa
una vaga luce
blugrigia ci illumina
la solitudine paurosa
ci schiude i secoli dentro
ci fa galleggiare a sorte
nelle tempeste

Parte tre: Cenere

Intravedevo sempre
una città bianca
che schiaccia nuvole grigie
che schiacciano noi.

La cenere
del pavimento
qualche volta l’amore ti esclude
Allarmi viola
nella tenerezza delle anime
e non voglio
socchiudermi

Parte quattro: Io e il sole

Martirio leggero
nel bianco solare
così piacevole e immensa mattina
ogni tanto
rivedo
specchi riflessi di luce
anni passati al sole
e nel lago del cervello
mi ci ritrovo in un secondo
più annientato che mai
nel passarmi dietro
Meschina leggerezza dell’essere,
azzurra fognatura di freschezze
e luce
maledette serate
che ci evitano
e le sorti improbabili
delle piscine blu chiare. 

Annuisco alla tranquillità
ora in ogni caso
non capisco
più niente
le sere mi daranno altre sere
e le cose si svuoteranno
davvero di senso.
Mille secondi  almeno
nel riflettere
e nello sfondarsi.

Parte cinque: L’apocalisse si sporge su noi e ride.

Come davvero ti vedo non so
è distrazione e distruggersi
non più di tanto.
Magari saprai cancellare
il mio odio.

Massima tensione
elevate al cielo anni
di anormalità plastificata
e vi mangiate a vicenda
ad ogni festino.
Macchine allarmanti di plusvalore
e urla sistematiche (e dai! )
da escludere dal calendario.
Ma sposate ancora l’ansia
e gentaglia che non sa stare
mi descrive la visione dell’apocalisse.

domenica 22 settembre 2013

Buio #1



Buio #1

Credo occorra sempre
distrarci e tenerci.

Le avventure della mia anima,
cara inutile noia
tu. Tu.
Come si fa poi ad andarsene?
Non sono nemmeno le dieci,
mi ricordi
tante immensità
ed io sono davvero
troppe cose

Credo occorra
sempre pensare a sé,
non so non so.
Dall’alba e dal buio
forse impareremo
a bruciarci presto

martedì 17 settembre 2013

#2



Adesso che ne hai un sacco
non ne vuoi più,
e io e te siamo amori al quadrato
ai quali non fotte niente
dell’amore
vero,
gli uomini diventano
Hipster banali
e che sarà!

lunedì 16 settembre 2013

.



Nel riverbero
il mio cuore
non è mai esistito
il suono non c’è mai stato
è il controllo
è solo il controllo

Ameremo per tutta la vita
senza che niente esista
il metallo che è così caro
annoia e ricopre con calma
ossimoro e santità
e la viltà delle scelte che facciamo per viltà

non sto bene con non sto bene senza

ora i calmanti mi ricoprivano
di notti
e i vasi sanguigni spengono
l’interruttore della sicurezza
almeno sapessi trovarmi
almeno sapessi trovarmi
ogni anno la stessa
fogliolina
che non ricresce
la stessa vendetta di noi

no non era affatto
un posto tranquillo
ma dentro il freddo
provo brividi
simili alle emozioni

I polmoni colpevoli
di ferro e cazzate
cadono lentamente
nei dintorni
mascherati da arcobaleni
e non so che rincorrere
le dedicherò talmente tante cose….

Ogni catastrofe
si ride tranquilli e innocui
mentre scompariamo
mal vestiti
nell’oceano rossiccio

Altrimenti
non esiste
che la tranquillità
del non esistere
Prima o poi
mi libererò di me
e di tutte le armi
che ho dentro

ma non sai neanche immaginarti
quanti fiori violenti e teneri
avevano gli occhi immensi
come la paura
e quasi alla fine
schiudevano  l’ambivalenza
di tenersi

mostra il liquido incompleto
dei morti
chè il futuro non sembra neanche
la fame che ho
domani avrò altro da mischiare con altro.

Il cielo è più nero
delle curve che hai nella mia testa
è tutto una colpa
estrema
ma io? (ora non so…)

 conto le volte
in cui appassiamo
e non mi ricordo esattamente
come andavano le cose

sì…. sì… si sta prendendo
tutto
a cominciare dalla schiena
si accartoccia via
la lamiera
delle mie circostanze
io vedo il buio
e così sia
ma anche qui scomparire
senza fretta
e torneremo a calmarci
di anime e di stanchezza
e di velocità di noi stessi

Così a pezzi….

lunedì 9 settembre 2013

00:27 non era proprio il caso.

Oh non è facile non è facile per niente
non dormire,  dai sei la tenerezza fatta persona
mi ferirai ovunque.
Accanto a me c'è qualche
tremenda esplosione che mi congelerà di certo.

Triste deficienza mentale di chi vuole vivere
e amare senza sapere come.

Ci nasconderemo a lungo, vedrai,
ci nasconderemo così a lungo
da dimenticare il tempo
e lo scorrere del sole
sulle felicità fallite e svuotate di senso.
Cambierai in peggio e io pure.

I boschi prendono fuoco uno alla volta,
con calma,
con dolcezza.
Adoreremo la cenere della corteccia
che poi è il nostro scopo.
Così i fantasmi si addentrano in noi
e l'oscurità ci ubriaca la pelle
e non vediamo più nulla di nulla di nulla.

giovedì 5 settembre 2013

Mattino.



Mattino.

 Le ossa si stanno spaccano
a vicenda
sembrano amori.
Ho la linfa nera.
Distrutto,
il bene
dell’ossigeno
si fa vedere.

Ieri notte ho sentito la voce
del cervello del mio cervello,
siamo apposto.