mercoledì 27 luglio 2016

Piccola poesia circa il matiz artistico delle chitarre di Paolo e Jimmy

Jimmy, vi dirò di Jjimmy che dal suono della sua chitarra
proviene un lamento d’anima pura e lucente come un bisturi.
Dove Paolo inneggia e con epicità di trombe una battaglia risuona,
lui invece urla e urla come un saggio demone (in senso etimologico)
la cappa sua è un’irragione che si crede ragione.



Bambini troppo luminosi

Tutto era caos. Ma ti sorrido, in questa nebbia,
e provo ad abbracciarti
anche quando neghi
e con le labbra pronunci
quel monosillabo
che è l’opposto nel tuo sinuoso collo.
Giudicherete i veri saggi
come bambini troppo luminosi
per starli ad ascoltare,
e non interessa.
Tante volte son rinato
e avrò la forza necessaria per accettarlo.

Momentum Novembre

per Elena

Respiri lenta dall’acqua
dalla pesante acqua
in cui sei


La papessa (II)

La vita voglio.
E non la voglio, ultraterreno essendo.
Come in un platonico dialogo
armoniosamente
 la sacerdotessa
passa la parola ed ascolta
rispettivamente
il saturnino capricorno
il narcisista artista
il mercuriano critico di sé innanzitutto.

Poesia che non è stata letta

E tu pensi ancora che il corpo
debba avere lo stesso senso che la chiesa gl’ha dato!
Così lo stupri!
È un templio!
È un essere a parte, meraviglioso!
Solo apparentemente contiene
ciò da cui in realtà è contenuto.

Palp(e)bra e Jack, ancora loro
Da dove siete venuti, e perché?

Della leggerezza posso solo dire
che non la invidio
ma ho il mio modo e di certo i miei loci amoeni
per leggero sentirmi.
Ho cercato per ore e nessuno ho trovato
che ascoltarti volesse, sir.

Vieni qui, piccola, vieni
da me re o dei paguri vassallo,
vorrei leggerti i tarocchi,
saggiare il tenero tessuto
della 心霊 tua.
Forse, non avrai più paura.
La mente può essere un gran manicomio bianco
di solitudine.
Ma dalla finestra ebbene l’universo si vede.
Vieni qui, sweetheart¸ vieni,
sarà sempre mattino o sempre notte,
a piacimento.

Il Pane

Emerso è il più profondo pezzo di ghiaccio
ed adesso ne sento le lunghe sempiterne dita
frugare in me
dopo che in te per tanto tempo ho frugato.

E di nuovo il mondo da una finestra aperta.

Il pane, credo, sia l’ultimo grande progresso scientifico dell’uomo.
Ci saremmo tranquillamente potuti fermare al pane.
È semplice come un dio dev’essere
ed è impastato da vigorose mani sensuali.

E te ne vai, fagotto sulle spalle
come la carta de “Il Matto”.
Sei via.
Ti piace esser via.
Ti analizzi e ti perdi
questa è la mia anima senza fiocchi
ma non applaudite
che è solo un fiocco.

Talvolta ho ancora paura
ma è tutto vero.

Rimuovi te stesso, non far altro.
Rimuovi l’impressione e la proiezione, vivifica, bonifica, pota.
Prediligi le poesie contorte, le urla, l’infinito.
E ti dico anche il contrario di ciò:
chi cresce a Trecastagni, ricorda,
a Trecastagni tornerà per morire.

Gentleman, operaio, freak

Caro Faber ora vedo il potere d’un anarchico,
che effetto ha avuto su chi ha saputo ascoltare.
L’ultimo stadio di questa perentoria egoica malfattrice
res pubblica
è il suo suicidio
e quando ognuno il cuore avrà strappato
a se stesso
in un rituale di tanto sangue
sarà un unico grido
e tutti avremmo preso una strada diversa per lo stesso
patibolo di gioia,
in coro, su, in coro, su,
tu gentleman infame
spogliati della materia che ami,
tu operaio sudato,
tu freak.

martedì 26 luglio 2016

Sing another song, boys

Leonard Cohen

Let's sing another song boys, this one has grown old and bitter

All hi fingernails i see they're broken,
his ships they're all on fire,
the moneylender's lovely little daughter,
oh she's eaten, she's eaten with desire.
She spies him through the glasses
from the pawnshops of her wicked father.
She hails him with a microphone that some poor singer, just like me,
had to leave her.
She tempts him with a clarinet,
she waves her Nazi dagger.

She finds him lying in a heap,
she wants to be his woman.
He says: " yes i just may go to sleep,
but kindly leave, leave the future, leave it open".
He stands where it is steep,
oh i guess he thinks he's the very first one,
his hands upon her leather belt now
like it was the wheel of some big ocean liner.
And she will learn to touch her self so well
as all the sails burn down like paper.
And he has lit the chain
of his famous cigarillo.

Ah, they'll never, they'll never ever reach the moon,
at least not the one that they were after;
t's floating broken on the open sea, look out there, my friend,
and it carries no survivors.
But let's leave these lovers wondering
why they cannot have each other,
and let's sing another song, boys,
this one has grown old and bitter.


giovedì 21 luglio 2016

Final Fantasy (I)

Con tanti sforzi Vivi
continuava a chiedersi,
da mago oscuro,
quale poteva essere il senso di sé
e della propria razza
quando in laboratorio
v’hanno creato per usarvi
e per una casualità avete preso coscienza
della vostra condizione.

E a Madain Sari
dove la dolce Eiko
suona il flauto di Lamia
dove la bianca Garnet
imparò a parlare con gli dei
e non sapeva che di lì a poco
avrebbe perso la voce,
l’avrebbe riacquistata
ed i suoi capelli d’Alexandria
avrebbe tagliato di netto.
Lì, dove tu mago nero bambino
piangesti sulla tua esistenzialista coscienza
che è il bene ed il male più grande,
e neanche il ladro dal cuore d’oro
e la coda di scimmia
un sorriso
a strapparti riuscì.

Ah! Ispettore!

Capitò allo spirito d’esser fatto
di pesche e di mele,
d’essere una corteccia aspra
ma immensamente buona.
Che cosa mi succederà?
Sono ad un passo e lontano
migliaia d’anni luce
dalla verità.

Potrebbe dunque un uomo decidere
di non voler soffrire
quel grande magma ferito
della separazione
ed allora solitario in una spiaggia
tornerebbe bambino
disegnerebbe la sua dama
con un bastoncino
sulla sabbia
e di quel sentimento
nulla il tempo riuscirebbe a corrompere
Ed è così, dopo tutto,
l’infanzia sa di infinito pre-conscio,
lì non v’era ancora cicatrice
la prova evidente della cesura
tra noi ed il cosmo
rimanendo il cosmo
aggrappato al singolo corpo
(ora ammalato di Maschera)
per due o tre cordicelle
di bellezza eterna inamovibile.

Così v’è corpo e anima
come due esseri distinti,
in uno l’indole e la mente giallastra
o verdastra,
nell’altro tutta l’immensa irragione
e immaginazione
Ed uno con l’altro lotteranno
fin quando una biglia di luce
alla coscienza di stelle
s’appresterà con commozione
ed esclamerà
“Ho capito di non esistere!”
e del sole più grande
acquisterà sempre di più le fattezze

Mischia, mischia questa realtà
e di lunghe fiammelle
dolci sappi arderla con leggerezza


Dal tuo volto tante balene di sale
una bratta marrone con le ali
può sembrare un oscuro presagio
ma in realtà v’è vita v’è vita
e deve questa vita morire nella vita
e nella vita rinascere

So. So. Ho visto, insomma.
Ho visto con dodici dita negli occhi
tutt’al più solo.
Ed è una tomba d’acqua tra le montagne
questo percorso qui sarà piacevole
sarà come ziggurat
o come scultura toltechiana
intarsiato
e tra le foglie del ciliegio o del melo
sinfonie dal sapor di terra
più fresca d’acqua polare

Nessuno ti è veramente contro ,
tutto deve avere senso.
Ed è emanato da te in quanto
formidabile nucleo
eterno 鳥居indomabile
da ogni circo
da ogni poeta.

Scava e sorgerai ad oriente,
e intendo dire dentro di te.
Tra le sfumature delle parole d’ogni lingua
mi perdo e d’una m’innamoro
perché se con concentrazione ieratica
saprai fidarti del suono
ti ritroverai a ricordare il leggiadro linguaggio melodico
di tutte le vecchie divinità
dalla pelle bianca
che visitarono l’uomo nell’uomo
e la terra
in remote ere sconfinate troppo a largo
in quest’ammasso diamante
e nel mare dell’anima tua navigherai
commosso e stupito ogni giorno di più,
perché hai visto, sogno per sogno,
visione per visione
quell’isola stupenda dove alberga il mattino.
Ed un giorno ci sguazzerete nudi
tutti quanti innamorati a morte
e con la memoria mastodontica,
guardandosi vi sarà solo
un’imprescindibile affetto
omnicomprensivo
di mani costantemente sorelle

Dal dragone rosso chaos
una piccola bottiglia
con dentro un messaggio,
cos’ero?
cos’ero?
Cosa sono stato?
Qual è la parte di me che tali cose riesci a domandarsi?
Dove arriverà la barca se le vele ha di fiamme
ed il tronco di terra  ?
Quanti occhi ho?

Fosti astronauta
ma c’era una ragazza
che non hai mai capito
se era il tuo corpo ad amarla
o la parte più saggia e storica del corpo
qual è il cor nostro,
Ah le cose che ho imparato
dalle grandi labbra….
Che tutto è una candela!
Tutto è una candela
ed il vero saggio
accetta che si consumerà
-codesta candela-
un giorno chissà quando
e dunque prende la saggia scelta
di farsi ricoprir di cera.
V’era una ragazza nel letto
e fino all’ultimo volle perdersi
costretta a girare lo sguardo,
e sulle sue mani spesso
una plutoniana scena d’amore.
Ed io ho sempre distinto le parti
alcune molto interessanti
altre tanto distruttive e presuntuose.
Ti siederai un giorno a parlar d’essere
e d’orrore
con te stessa
e dunque avrai capito
ciò che anni prima
avevo provato in tutti i modi a dirti
Una volta un saggio uomo
di leone e vergine il torace
di scorpione la coda
mi rivelò ridendo
che ad un certo punto si smette di giocare lo stesso gioco
e ci si allontana
a cinque punte
diretti in un altro antro di solitudine
rognosa, urbana, 
con la fiammella della consapevolezza
che tutti i capelli ti ha arso
.
Ah!Ispettore!
Questa è una delle ultime stanze da controllare,
Ispettore.
Indaghi bene.
Ogni dettaglio lo ponga a vaglio
della sua lente d’ingrandimento.
Noterà, forse,
un movimento frattalico
che s’avvolge e svolge.