lunedì 20 gennaio 2014

Nottingham



Nottingham

Sto stretto nelle colpe
spuntano scarpe Nike ovunque
e demenza
noi abbiamo scelto
di deteriorarci
nei suoni delle cose
negli spasmi della gente
di quelle ragazze vuote
e perfette.

Il fungo atomico
riscalda fin dentro le ossa
Fulvio si ruba il bicchiere dal bar.

Oh, per la famiglia
ho dato qualche pezzo
di cuore
e cervello
ed è forse giusto
così
Mi inoltrerai negli oceani
che hai addosso
in quell’immensità
classica
delle tue curve.

In 3 anni
saremo pieni di polvere
contenti come MD
io dopotutto sto
quasi distante
le cose diventano oscure
nell’anima
ieri, dirò , ci siamo baciati male
e toccati peggio
mi sembri una ferita
che l’universo
si porta dietro
da un po’

venerdì 17 gennaio 2014

Il medioevo



Il medioevo
O resoconto scassato di un mercoledì

Furono poco male cose importanti
a balenarmi luce elettrica bianca
nella testa.
È la tranquillità di una di quelle tante
giornate in cui non esisto
Adesso nell’immondizia
sto fermo
o almeno ci sto provando
e nemmeno questo sole di non-essere
e questa trance erotica
mi ricordano te.

L’ellenismo sei
o la natura.
Dall’acquedotto romano
io guardo voi
e tengo per mano la misera sposa
(lei è di tutti)
e anche a farsi del male
ci vuole pochissimo
D’altra parte
sorvolate licenze
pregate burocrati
e non c’è mai una buona volta
in cui confondersi
Dritti, il cervello sta in frigo
io nell’altra stanza
con strane tipe
mi dipingo di nero
Attorno lì intorno
c’è l’ombra Foresta Pluviale
buio bagnato
umido
nelle fosse
delle anime
degli uomini.

Mary Wollstonecraft  Shelley
mi parla
lei è la donna che dovrei avere
oh oh io mi ammazzo quasi ogni giorno
perdo la paura di lasciar perdere
tu mi smuovi come acido
hai lo spessore delle albe indiane

Verso una lacrima
per la mia saggezza
oggi me ne starò tutto la giornata
in questo divano di luce
a guardarmi
il Medioevo.

mercoledì 15 gennaio 2014

Il compleanno di Kenzo

Il compleanno di Kenzo

Kenzo non è ebreo
è solo colpevole
di avere uno spirito

Ho  i brividi a pensare
che potrei stare con quella
tutta scoppiata
Vivremo il fondo
lontani nella tranquillità
come insetti
La paura di morire
dovrebbe esistere
tanto quanto
quella di iniziare a vivere
Io non so non capisco
più niente
dentro ho un mare di rovi
Davs mi dice
che qui in Sicilia
lo hanno trattato
come uno stronzo

è giusto
lasciarsi scorrere
e non morirci
e pensare che in fondo non si ha età
Le meraviglie
io a 15 anni non facevo
niente
ed ora dimentico
la matematica
e le funzioni delle parabole
e x2+x+y

Eccetto te
salverei nessuna
eri quella più bella
dello stesso colore
del mio giubbotto
dico qualcosa contro lo spirito santo
in eterno si rimarrà
piccoli fiori idioti
in eterno ameremo
il denaro
e le discoteche
e la voglia di vivere

Sai comunque che siamo
entrambi
fatti di noie
e sembriamo cortecce
in boschi verdi
sembriamo fiamme ossidriche
sulla pelle.

lunedì 13 gennaio 2014

Ch. C.



Ch. C.

No no
non sai baciare per niente
sei tutta storta

I brividi li sento
di più
che le tue labbra
e avrai una vita di merda
come volevi
Sono impressioni su una
di cui non so fondamentalmente
un cazzo di niente

Oh io desidererei
vedere
e che nessuno mi stia
a spiare,
guardo le vipere
ieri forse eravate gerani

Maledetta Democrazia Maledetta Anima



Maledetta Democrazia Maledetta Anima
10/01/2014

1)      23:12

Al di là di tutto
sceglierò delle belle Vans,
la mia anima si sta
squarciando tutta quanta
e da me cola
tristezza
e meste misure di ironia

Lascia stare il significato,
Questa, QUESTA È L’ALTRA DIMENSIONE.

Oh la vera droga
per me ora
è sentire la bellezza
che né la gente né le cose
sanno di avere.

D’altronde fummo
tutti assieme
il condizionale così limpido
così azzurro
del verbo amare,
del verbo vivere,
del verbo scopare.

Tra un quarto d’ora venti minuti max
vedrò il nero di pupille trascendenti
e le pietre gialline tristi
che tentano di coprire il tuo corpo
e sono assolutamente
sollevato
nei sobborghi
nei dispetti
della vita violenta

2)      2:37

Ci vuole un non-io
e cazzo sono quasi per andarmene
e tutti hanno roba da sboccare
dando tutta questa confidenza

Il tubetto diceva “Clown”
raccontò magre episodi
di mietitura di pelli
e culi di donna

Loro non controllano
mai la casualità del tempo
e c’è ad ogni modo
troppo davvero troppo
sole.

Ammiro
la cenere
ma ammiro di più
gli inchiostri
le seppie immense
le discontinue armoniche
architetture
delle ribellioni delle rivolte.