venerdì 14 luglio 2017

sryjsryjt



Poi abbracciando quel piccolo nido di scapola
era un rifugio
dopo aver svisionato
rispondendo con certezza ad interrogativi enormi esistenziali,
allora illuminate le costole in sequenza
l’istante dopo la risposta
era troppo immensa
e dunque giù giù giù
nel miracolo della carne
nella miracolosa carne.

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Parecchio tempo dopo saremmo morti tutti
approfittando l’essenza di squarciare le membra
per rivelarsi,
mi sembra ovvio: la lancia di longineus giace
nel costato d’ogni uomo
ed ogni uomo l’ha scagliata, cieco, a se stesso.

Ad oggi,
non mi dà nessuna speranza il pensiero che mi reincarnerò
plausibilmente
disumana creatura
dis-umana
dis-umana
DIS-UMANA
tanto per cambiare grideremo “Bugia!”
e “Stronzo! La pietra non era azzurra!”

Carne, comunque, carne di vecchio monotono
cavallo argentino
com’è che sei nato lì
e morto nel mio piatto italiano?
Certo! Che tutti quanti hanno
l’orrore in bocca
me incluso.

Scarabeo nero su statua di scarabeo verde.
Lì, disse il grillo, troverà rincuorato il suo momento di gloria.
Si stava meglio quando
non si era ancora nati
né oltre le porte dell’utero accolti,
in quel plastico dimetil
che ti incorona viola
la terza pupilla.

Avvocato al forno,
con tanto olio d’oliva
per coprirne il gusto amaro,
cosa c’è di giusto nel camminare in fila indiana
serrati dalla legge
canna otturata che non suona?

Comunque lo scarabeo esultò
sulla cima della zanna
di statua di scarabeo verde, più grande.
È una questione di punti di vista
comunque è tutto ciò che siamo
la prospettiva, la posizione,
le coordinate nello spazio tempo.

La ‘g’ è rimasta tutto sommato simile
alla sua antenata ellenica,
la ‘γ’ (gamma).
Come un piacevole ricordo
portato addosso.

Attiriamo l’attenzione di noi stessi
(siamo da soli in una stanza)
ad alta voce
e producendo un preparato alchemico
di carta e penna
piove.

Al tormento diossina dico:
l’inferno è una bella metafora per nostra realtà
orientata in x, y, z.
Parimenti, vi sono case editrici
che pubblicano
le barzellette di Francesco Totti.

Com’è vero che un’idea che circola
è ormai un pericolo mitizzato,
è anche vero che ambire ad una divulgazione
tendente all’universale,  dell’idea,
distrugge l’iniziaticità presupposta
ad accoglierla con sincerità.

E poi ti spuntarono molti nei
( li aveva provocati la pioggia di prima)
alcuni chiudevano dei periodi
altri li aprivano
oppure si delineavano dei volti minimali,
grotteschi.
Guardammo il palmo della mano
pensando: non abbiamo idea del futuro,
inesistente re azzurro
decapitato a est.

Mondo donò a mondo più piccolo
un volo d’uccello in picchiata,
c’è solo la comunicazione
e la solitudine
come un dio tremendo.
Questa mano destra,
infondo
(la guardavamo)
è stata da sempre
un dente più lungo, una seppia.

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Papa lungo il suo cranio
Morte lungo il suo cranio
a volto a volto
rimasto impigliato nella forma
sorridendo
equinox
equinox
equinox equinox
tanto da fare fino a ritrovare
ciò che sommerse la foresta antica
l’antenata felce
come d’attrito. 


Che cambia, tanto?
Soffio preciso carbura
tra me e lei
che si stringe nella mente
ed è solo se stessa
nelle sue forme più ingorde
e discrete
o dolci.
La banalità del riso del sorriso
pugni dati ad una macchina
solo perché conteneva entrambi
come due lebbrosi
calci dati ad ogni porta vicino alla fiera
per aver la volontà di evolversi egoicamente
a piacimento
i tic i capelli bianchi
i denti non lavati
il sogno il sogno.

Paradosso che non ha volto
se non tremendo
potiamo potiamo potiamo
organizziamo
esercitiamo Saturno ad amare
sai che il matrimonio con te stesso
è passato ieri
oramai le rose son cadute
son cadute tutte
(alcune sono state raccolte)
il riso sparso
la religione esercitata
ed ora l’inaspettato esito:
Sei ancora solo.

Comunque: atteniamoci ai giusti
motivi sensazionali,
venereo e tossico
è colui il quale
è diventato con sforzi
sia padre che madre
sia cane che cagna
e ne porta addosso i tremori.
Fanno però lo sbaglio delle istituzioni
e vogliono insegnare attraverso parole e urla,
mente e corallo. Invece dovrebbero perseverare
abbracciando o dando violenza
nello stomaco raccolto ogni briciola
di linea di pensiero troppo ben coltivata
e poi basta.

Perché abbiamo ricompiuto di nuovo
lo stesso errore di ritornare qui,
qui, tra gli uomini?
Come si è potuto pensare che reincarnarsi ancora qui
potesse valere il pieno soddisfacimento di questa pace d’ego?
Evidentemente abbiamo scarsa memoria
ogni volta
del ruotone.
A paradiso dissi di volerlo sollevare in testa
e a inferno
di masticarmi lento
tra il buco del culo e le palle



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mercoledì 22 marzo 2017

òkjbòkuj



Bellissimo aver di nuovo fatto l’amore con te,
Dora,
che sei d’acqua e dunque
non v’è il bisogno
di gelosia.
Al sacro ed al profano il giusto peso,
sei una grassa vecchia smunta
che un tempo danzava.

Tracciatevi da soli, segni miei,
dove la mano è livido, libido grigia
e sono le sette di mattina
Tracciatevi da soli
adesso che v’ho resi
partecipi del dramma della vita
a me consono
adesso che tutti v’ho allattati dal petto.

O forse era il giudizio istintuale
verso la nostra infanzia più pura
fatta di mattine di fronte alla tele
e di giardini al sole lucertola.
Tutte queste voci schiudono violenza
e perle e calci in faccia,
intufolati e non avere un senso mai più
tu che ottieni ciò che desideri
solo immaginandolo
tu che ti ha sorriso il germano
l’airone
che il lampione ti ha strizzato l’occhio
mentre si muoveva sinuoso.
Assapora una lingua tagliata,
questa sede è un INESISTENTE PRETESTO!
Per mandare a pedate ancora più giù
il palombaro
non so forse non avete ancora
abbastanza dati aritmetici
che provino
la sua tentata sopravvivenza
sul fondo del mare,
e dunque non un briciolo
della sua verdiana sofferenza
di metallo e scoglio
andrà in pasto ai feroci bambini
covati nelle membra del domani.

domenica 8 gennaio 2017

Previsioni per l’era dell’acquario (ii)

Arriverai dove porta il cratere,
dove porta la radice che spacca la strada,
dove porta l’antenna.
L’esistenzialismo è una cicca plebea
in un vitreo posacenere,
che va pian piano crepandosi.
Il senso del cuore l’avete mangiucchiato,
e dunque in ogni direzione questo sangue
va sprecato
per ogni luna che abbaia.
Il lavoro del creatore è essenziale. Andrà delineando
un significante generale
alla base del morfoma che è la vita,
lo vestirà di calda forma
e lo sposerà in un giorno di maggio inoltrato.
Tuttavia ci avete proprio rasi a zero,
pascolati fino all’aridità,
e prima che nascessimo per altro.
Sento che il disegno prevede
il superamento di tutto questo
due, di tutto questo due.
Sento che avete detto una grossa menzogna
a nostra madre e a nostro padre,
che adesso lavorano stanchi e irrequieti
per troppo tempo.
Io non finirò col chiudermi la testa in una ventiquattrore
perché vengo dalla tribù VENGO DALLA TRIBU-U-U
e nessuno mi estirperà mai queste radici di aghi di pino
e di edera e di paretaria e di mimosa.
Vengo dalla tribù, scoscesa riva di diversità uraniana
e di ribellione a ciò che è sacro
a ciò che è profano
a ciò che è natura
a ciò che è plasticazza,
e dunque mi troverete tra le mani
di mio fratello più grande o più piccolo
mentre impastano la terra con le mani
e la trasformano in una città

Guaisci. Componi
le tue forme di parole
perché ti è stata donata la capacità di cantare
come una balena, come un cigno.
E tu ogni santo giorno
la accartocci
te ne lavi la pelle morta
delle spalle,
non vuoi vedere
non vuoi scegliere
l’omoiyari, l’omoiyari.
Hai paura e sei solo una parte di te,
sei solo una parte di te,
la più parlante, la più febbricitante.
Diventerò sacro?
Voglio renderla sacra, escatologica,
sofica.
Voglio che appaia come un grandissimo quadro
di Dalì, ad occhi più grandi.

Questo tipo di solitudine può renderti
magico, può donarti freschezza e giovinezza
come del buon vino.
Perché costruiremo, innalzeremo.
Porremo le fondamenta su queste fondamenta
che non hanno ancora mai contraddetto Leopardi
o Carlo Marx.
Ti amo.

Non scatarrare troppo da solo,
conservalo per la strada o per i cartelloni pubblicitari.

Minaccia chi ti guarda offeso
solo perché hai un’anima

Nascondi l’erezione in pubblico

E poi le dita, le sacre dita,
che sono gli strumenti migliori
per dare il via all’esistenza
precedente a noi.

Non privarti della storia
come gli Stati Uniti.
Non privare qualcuno della sua storia
come gli Stati Uniti.
Non tentare di riscrivere la storia
o di dargli voce,
la storia è il silenzio sotteso
più profondo delle Marianne
e non ci accorderemo ancora per molto tempo
alla sua frequenza.
Adesso sono la voce di questa umanità,
che è giovanissima
men che adolescente,
capricciosa e sgraziata in un fast food
o in un angolino a piangere.
La voce di questa umanità piegata
che sarà grifone
dopo essersi autodistrutta mille volte

Per adesso è una tragedia,
ci sono infinite ragioni per piangere
ed infinite ragioni per essere felici
sputa e impara,
ingoia e soffri
apri gli occhi e sii felice
tocca, tocca,
apri tutta la fontanella
che tra i capelli è nascosta .
Per adesso è una commedia,
anche,
o una play di Sarah Kane,
o La Tempesta.

Tutto sarà riferibile a tutto ed a voi
critici del risvoltino ben fatto e della marionetta
a voi
neo melodici pezzi di cotenna di maiala infertile
che avete due funce simmetriche
ed infestate come processionarie
il paradiso.
Scusi.

Tutto sarà riferibile a tutto
dunque assaggia ciò che ormai è diventato
il contesto creativo,
vomitalo poi.
Perché ne esistono infiniti altri
e tutti Nilo fertile di primavera,
al di fuori dei libri di linguistica
o della storia dei bizantini,
al di fuori di Chomsky e della grammatica generativa.