Ovvero, i rischi del chiudere
nel recinto
una volpe,
del porre occhi
grigio giallo verdi
nella dune intorno.
Mi piaci, hai il giusto quantitativo
di zigomi
e di profonda mestezza
e un collo che non basta alle sciarpe
e la luna e il sole di novembre.
***
Ma comunque lo sai, lo sai!
Che questa è la forma che prende il deserto,
che questo è il deserto
ed ogni sua cosa è transeunte
e se ne va
e sabbia sabbia
sabbia sabbia
sabbia sabbia
sabbia sono quegl'occhi
perfetti, oblunghi,
friabile il sorriso.
Tutti invecchiano qui,
tutti sono un po' più vento
un po' più freddo indaco,
un po' più giallini e deteriorati
e di ruga,
mentre ci danza un’altra sigaretta
tra i denti,
ingialliti anch’essi.
*
A trenta e passa anni
mi trovo nello stilnovismo
di non saperti dire con chiarezza
che vorrei avvicinare
sempre
il piede al tuo,
mettermi nel tuo marsupio,
proteggerti laddove
sai benissimo farlo da sola,
finché…
…finché…
…finché il vuoto.
E il nostro miglior compagno
sei ancora tu, deserto/idea,
affabile se dai suoi occhi soffiati
occhieggi,
segnato,
e come il resto delle cose che rappresenti,
senza alcuna fine, perché quando finisci
continui
a vomitarti
felice e triste al contempo
in noi, tra di noi.
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