Luna e fumo che filtra nel canopeum.
Ottobre passa su noi
ventoso e iracondo
e soffia su un piccolo
fuoco di bosco.
Era tutto in me?
Ho a volte pensato ai miei problemi
identici a quelli
del corpo più grande,
di tutti, del tutto,
e in ciò ho trovato sollievo.
Adesso strisciano
sotto le foglie
mostri a centinaia:
tocca guardarli,
dicono, per immagini,
che mi manchi,
che rimarrò solo
tutta la vita.
Ed era già successo,
la prima volta forse nel ’97.
Impietose quadrature,
e altre mille domande.
Viene ancora la notte,
l’amico ci trova tra gli alberi
a rimuginare.
E allora cerca la legna
ma sa che nessuna parola
collima con l’esperienza.
L’adulto si fa forza.
Per chi?
Capiterà di ritrovare il tuo odore
in uno scrigno d’aria,
quell’odore di festa
e paglia, e acre.
Per adesso orsù rompiamo,
rompiamo la cara membrana
ormai così usitata,
così dispersa in ogni ricordo.
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